Etna, un parco ciclistico naturale

Come crepitii di un temporale, pedali a testa bassa mentre sali e tra gocce di sudore che cadono sul tubo orizzontale del telaio e battiti del cuore in gola, bombe ad intervallo di tempo ritmici ti entrano nelle orecchie. No, non può essere: il cielo è terso, neanche una nube all’orizzonte.

Allora sono fuochi d’artificio giù in paese, quelli che qui al sud richiamano alla festa del patrono, ma poi ci pensi bene e Sant’Alfio è già passato da un po’.

E allora non può essere che Iddu, il vulcano o Idda, la Montagna con la M maiuscola, così come chiamano l’Etna i siciliani. La montagna che incanta, possiede una forza magnetica che attrae e invita al contatto, alla scalata, al respiro profondo e alla ammirazione.

3.340 metri di altitudine, massiccio unico e maestoso che sorge dal mare e chiede solo di essere risalito, pedalato, conquistato.

Una montagna che può essere scalata tutto l’anno, in inverno come in estate. Nei mesi freddi serve un giacchetto più pesante per scendere ed al massimo sono soli tre-quattro i giorni all’anno ove la neve vi impedirà di percorrere i suoi versanti; mentre in estate scalare l’Etna lasciando in basso la calura siciliana sarà una esperienza rigenerante.

Conoscete con noi i sei versanti asfaltati del Vulcano, pedalateli, godetevi il tepore del sole di Sicilia…

Chi firma queste parole è Paolo Alberati, ex professionista e grande anima di questo progetto che punta a trasformare l’Etna in un paradiso per i ciclisti, con sei versanti della Montagna da salire per divertirsi in modo sempre diverso.

La proposta è quella di dotare ogni versante con una segnaletica che affianchi lecaratteristiche dell’ascesa all’immagine di un campione e al logo della campagna per la sicurezza dei ciclisti. Una iniziativa che trova spazio e la giusta visibilità proprio in questi giorni, grazie all’arrivo del Giro d’Italia.