Sono
contento di affermare che l’ACCPI ha saputo tenere testa al difficile
anno appena trascorso. Nonostante la crisi generale che ha colpito anche
il ciclismo l’associazione ha portato avanti numerose iniziative
utili ai corridori sia sul piano formativo dei neoprofessionisti che sulla
sicurezza in corsa, sia, soprattutto, nell’esigere il rispetto dei
contratti da parte dei gruppi sportivi.
Sono tante le battaglie che ogni giorno l’ACCPI deve combattere
per i suoi iscritti, a cominciare dalla volontà di mantenere la
competenza all’incasso e alla ripartizione dei premi a livello nazionale
affinché siano meglio tutelati i diritti dei corridori italiani.
Stiamo infatti spingendo perché possa ricostituirsi la Lega italiana
per il professionismo per ridare davvero compattezza ed unità al
ciclismo italiano affinché squadre, organizzatori delle corse e
corridori di casa nostra possano davvero contare di più nel panorama
mondiale. Crediamo che solo con l’unione degli intenti e la condivisione
dei principi di tutto il movimento ciclistico italiano potremo ridare
potere e autorevolezza a livello internazionale alla nostra categoria.
Mai quanto ora dobbiamo perciò essere forti, uniti e compatti,
a cominciare dai corridori. Non accettare più fatti di doping,
lasciare da parte le eventuali rivalità tra colleghi pensando sempre
all’interesse della categoria di fronte ai mass media e ai tifosi,
partecipare attivamente alla vita dell’associazione che li rappresenta
e vive per loro. Questo ci aiuterebbe ad essere più forti ed apprezzati.
Così come lo siamo per le famiglie abruzzesi che, grazie alla nostra
iniziativa benefica dei “braccialetti rosa” potranno contare
ancora su un reparto di neonatologia all’Ospedale di L’Aquila
nel dopo terremoto. Perché quando i corridori sono uniti e partecipi
riescono a fare cose grandi e belle!
Amedeo Colombo
Presidente dell’Associazione
Corridori Ciclisti Professionisti Italiani