L’americano Lance Armstrong ha deciso di smettere la sua attività di ciclista professionista
e sinceramente non credo possa avere dei ripensamenti, come è già avvenuto in passato.
La grande carovana del Ciclismo 2011 sarà quindi orfana di un grande Campione, ma
soprattutto di un grandissimo uomo-immagine, importantissimo per il nostro sport. Ma gli
anni, passano, le ruote girano e nel nostro sport lottare contro la natura (l’età che avanza)
diventa difficilissimo.
Purtroppo il 2011 si è aperto con una storia non certamente confortante: il caso Riccò.
Un fatto così grave credo che nessuno osasse nemmeno pensarlo, un episodio che con lo
Sport ha veramente poco a che fare; la Giustizia farà di sicuro il suo lavoro, ma penso che
queste persone non sono degne di rimanere nel nostro mondo ciclistico.
Un altro caso che apparentemente sembra risolto è quello di Contador.
La Federazione spagnola ha emesso il verdetto di assoluzione, ma credo che la W.A.D.A.
e l’U.C.I. si riserveranno il diritto di ricorrere al TAS: sembra un po’ di rivedere un film già
visto, come la storia di Valverde…
Credo sia meglio parlare di sport praticato. Il 2010 ha confermato attese positive di atleti
come Basso, ottimo vincitore del Giro d’Italia, e come Vincenzo Nibali in terra spagnola
con la Vuelta.
Contador si è confermato ottimo atleta per le corse a tappe con il Tour (anche se siamo
ancora in stand-by…) mentre il secondo piazzato Andy Schleck ha dimostrato di avere grandi
qualità e ottime potenzialità per poter ambire ad indossare la maglia gialla fino a Parigi.
Il 2011 è quindi in attesa di conferme, ma sarà anche caratterizzato da novità. Il Pro Tour
cambia nome in UCI World Tour, la commissione cambierà qualche componente, ma fondamentalmente
la struttura, i compiti e le finalità resteranno quelle degli anni passati.
Il Campionato del Mondo si terrà a Copenhagen, città in cui nel 1931 (80 anni fa) la maglia
iridata fu indossata dal nostro grande Learco Guerra, in una prova a cronometro di 172
km (!!!). Guerra vinse con oltre 4 minuti di vantaggio su Ferdinand LeDrogo, mentre Binda
arrivò sesto al oltre 8 minuti.
Quello di quest’anno sarà un percorso per velocisti? Non so, dipenderà molto dal clima che
si troverà e da chi non vorrà arrivare con un gruppo folto. Sicuramente Petacchi, Cavendish,
Hushovd vorranno sfruttare l’occasione di un percorso adatto alle loro caratteristiche, come
fu nel 2001 per Mario Cipollini.
Ma non ci sarà solo il Mondiale, il calendario è talmente denso che ci sono gare per tutti
i gusti e per tutte le gambe. Forse gli italiani troveranno uno stimolo maggiore per il Giro
che festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia e gli 80 anni della maglia rosa. Un Giro con un
percorso molto duro, con strade sterrate e tante salite, da affrontare con determinazione e
attenzione: speriamo che a Milano, sul gradino più alto, possa esserci un italiano, sarebbe
la ciliegina sulla torta dei festeggiamenti.
In bocca al lupo a tutti.
Vittorio Adorni
Presidente UCI - CPP
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