Il 2010 ha segnato il passaggio della grande eredità di Franco Ballerini a Paolo Bettini.
E’ stato quindi un anno di grandi cambiamenti, ma anche di conferme nell’unità di intenti.
Perchè il ciclismo italiano continua a farsi valere e non perde il seguito popolare nonostante
i gravi contraccolpi subiti. Raduna lungo le strade, sulle montagne, sui tracciati più
tortuosi, un’intera popolazione, regalando tante emozioni e risultati eclatanti. Ivan Basso
rinasce, risorge e vince il suo secondo Giro d’Italia, il giovane, straordinario Vincenzo
Nibali s’incorona re della Vuelta - da vent’anni un italiano non dominava la corsa spagnola -,
Giovanni Visconti si conferma leader dell’Uci Europe Tour. E, in campo femminile, Giorgia
Bronzini scala la vetta mondiale finalizzando a Geelong un altro splendido lavoro di squadra.
Tutte vittorie dedicate al nostro “Ballero”, la cui memoria è stata onorata anche dal
lavoro di squadra messo in atto dalla prima Nazionale guidata da Paolo Bettini.
Non sempre si può centrare il bersaglio pieno, ma lo spirito è quello giusto per un
ciclismo azzurro che già guarda avanti e punta sui giovani.
Nella stagione appena conclusa il ciclismo italiano ha conquistato ben 45 podi internazionali
in ogni categoria e specialità: strada, pista, fuoristrada e paraciclismo. Siamo vivi
più che mai e in grado di coltivare grandi ambizioni.
Eppure non sono mancati i momenti di difficoltà e di sconforto nel duro, rigoroso contrasto
al doping. Ma anche su questo fronte è in atto una vera e propria rivoluzione
culturale che fa ben sperare, perché vede in prima linea tutto il nostro movimento.
Ne ho colto i segnali nel recente convegno di Montichiari, dove è emersa la consapevolezza
che anche e soprattutto in questo campo la sfida si vince con il lavoro di
squadra. Si vince impegnandoci ciascuno per la propria parte, dirigenti, tecnici e atleti
già affermati, ad educare e crescere le nuove leve sulla base di consigli, metodiche e
comportamenti virtuosi.
Quando l’intero ambiente, a cominciare dai corridori professionisti, dai loro team, dai
direttori sportivi, tecnici e medici, alza un muro di fronte a chi minaccia l’immagine, il
lavoro, i sacrifici degli altri, i margini per devianze e scappatoie sono sempre più ridotti.
In questo senso un ruolo importante continua ad essere svolto dall’ACCPI che, oltre a
mantenere come capisaldi il rispetto contrattuale e la dignità professionale dell’atleta,
ha continuato nel dialogo con l’esterno attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti
degli atleti, ha sostenuto la nascita della Lega Ciclismo Professionistico, per dare unità e
compattezza al ciclismo italiano, ha applaudito l’elezione di Gianni Bugno alla presidenza
dell’CPA.
Auguri vivissimi e avanti insieme per consolidare il prestigio del ciclismo italiano nel mondo.
Renato Di Rocco
Presidente della Federazione
Ciclistica Italiana
| Stadio Olimpico Curva Nord-Cancello L Porta 91 00194 Roma Tel.: +39 06 36857813 Fax: +39 06 36857958 segreteria@federciclismo.it www.federciclismo.it |
![]() |