Cinque punti per far crescere il ciclismo femminile

Questo pomeriggio a Cittiglio, alla vigilia della 2a prova di Coppa del Mondo femminile, le cicliste Elite hanno incontrato il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco illustrandogli le esigenze del ciclismo femminile italiano.
Grazie all’impegno dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) le atlete della massima categoria in questa preziosa occasione hanno potuto esporre al numero uno della FCI i problemi da loro riscontrati e stilare insieme a lui un programma per la crescita del movimento femminile italiano.
Cinque i punti proposti dalle ragazze, che nell’occasione hanno eletto la giovane e promettente Elisa Longo Borghini come loro rappresentante ACCPI per il 2013:

  1. Incentivare gli organizzatori italiani a mettere in scena competizioni femminili in parallelo o a corollario di quelle professionistiche maschili.
  2. Garantire una maggiore sicurezza in gara.
  3. Assicurare un minimo salariale e una garanzia bancaria, il cui importo dovrà essere deciso in accordo con le squadre.
  4. Dare ufficialmente incarico all’Assocorridori della gestione dei premi delle corse femminili, come già accade per i colleghi uomini.
  5. Favorire il dialogo tra atlete e istituzioni nazionali con un incontro annuale che coinvolga il Centro Studi della FCI.

A chiusura del confronto, a nome di tutte le cicliste della massima categoria Elisa Longo Borghini ha espresso la soddisfazione per la risposta della FCI all’appello del movimento femminile: «Sono felice e orgogliosa di succedere a Noemi Cantele, eletta consigliere federale, nel direttivo ACCPI. Il nostro settore ha ancora tanta strada da percorrere, ma oggi ritrovandoci per esporre le nostre richieste a chi ci rappresenta abbiamo compiuto un primo passo importante. Sicure che il presidente Di Rocco manterrà quanto ci ha promesso e porterà a livello internazionale le nostre richieste, domani ci impegneremo nel Trofeo Binda per tener alto il tricolore anche in strada e dimostrare ancora una volta di essere delle professioniste».